La casa acquistò l’attuale assetto intorno alla metà del XVIII secolo, probabilmente per opera del conte Aleramo di Chialamberto: questa datazione è confermata sia dalla struttura esterna che dalle decorazioni di numerosi soffitti.

In particolare, i soffitti di due camere del piano terreno sono ripetizioni in tono minore dei soffitti dell’Appartamento di Levante della palazzina di Stupinigi: quello dell’anticamera che contiene i cartoni d’arazzo e quello, a rami fioriti, del gabinetto con pareti di seta dipinte a fiori. In tempi recenti sono state restaurate le decorazioni tardo-barocche delle pareti di alcuni ambienti che erano state coperte da strati di pittura. La casa infatti ha subito gli effetti devastanti dell’occupazione delle truppe italiane durante la Prima guerra mondiale, dei comandi tedeschi durante la Seconda e ha ospitato temporaneamente un gruppo di suore francesi nel periodo tra le due guerre.

Il portico con sovrastante terrazzo all’estremità nord-orientale della casa, così come l’ambiente immediatamente adiacente il terrazzo, furono aggiunti nella seconda metà dell’Ottocento dai Lajolo, rispettando sostanzialmente la coerenza stilistica. Anche i più recenti interventi di restauro conservativo e di manutenzione straordinaria sono stati eseguiti nel rispetto dei vincoli imposti dalla Sovrintendenza dei Beni Artistici ed Ambientali, ai sensi del “Codice unico dei beni culturali e del paesaggio”, del 2002.

Alcune costruzioni di servizio si estendono lungo il lato occidentale del giardino e comprendono due corpi. Il primo, più a monte, è un locale che un tempo ospitava un’ampia legnaia a un piano, di struttura molto rustica. Il secondo, di due piani, contiene l’abitazione del custode, due rimesse, la scuderia e una serra al piano terreno; una delle rimesse e la scuderia sono caratterizzate da soffitti a volta rispettivamente quadri ed esapartiti, sostenuti da colonne di pietra. Già alla fine del secolo scorso i fienili originari che occupavano la maggior parte del primo piano dell’edificio erano stati resi abitabili. L’aspetto esterno di questo secondo corpo di costruzioni di servizio conserva la decorazione a strisce orizzontali, tipica degli edifici destinati ai cavalli, che acquisì nel 19° secolo.