Gli archivi privati sono stati per lungo tempo considerati fonti esclusive per la storia della nobiltà. In realtà essi rappresentano un bacino di informazioni utili a più filoni di ricerca: dai grandi eventi storici, poiché spesso le vicende personali di chi ha prodotto l’archivio si intrecciano più o meno profondamente con episodi di rilevanza storica e politica, ai vari aspetti della realtà locale – si pensi all’amministrazione pubblica di piccole comunità, ma anche alle trasformazioni del territorio e alle attività economiche – fino alle prospettive sociali e sociologiche sottese alla fitta rete di relazioni interpersonali e familiari che si possono desumere dai documenti.

L’archivio Ambrosio di Chialamberto, in cui si trovano anche carte provenienti da famiglie a cui gli Ambrosio si sono legati con vincoli di parentela o di affari, non sfugge a questo principio. L’esame dei documenti in esso conservati (periodo tra il XVI e il XIX secolo) può offrire nuovi spunti di ricerca che, oltre a colmare eventuali lacune biografiche, contribuiscono ad approfondire la personalità e il ruolo dei singoli nelle vicissitudini di uno Stato sabaudo in profonda trasformazione.

La Soprintendenza Archivistica del Piemonte e della Valle d’Aosta ha dichiarato l’archivio di interesse storico particolarmente importante per la storia dei rapporti tra i vari consignori di Villarbasse e di Piossasco e le altre comunità nella zona a cavallo tra la Val di Susa e la Val Sangone. Con decreto del 2 marzo 2013, l’Archivio è stato posto sotto tutela e vincolo.